|
Scopi e obiettivi del progetto: Il nostro progetto 'Pompeii Archaeological Research Project- Porta Stabia' (PARP-PS) desidera scoprire la storia strutturale e sociale dell'angolo sud-est dell'insula VIII.7, dalle sue origini più antiche sino al 79 d.C. Per mezzo di una serie di scavi selettivi, di analisi strutturali e di rilevamenti geofisici, Il nostro progetto produrrà un'analisi e una valutazione archeologica complete delle botteghe, delle officine, delle locande e delle case in VIII.7.1-15.
In questa zona è stata effettuata relativamente poca ricerca archeologica. Le costruzioni sono state messe in luce alle fine dell'Ottocento (BdI 1875, 125-128; 163-170). L'ulteriore sgombro dei detriti vulcanici avvenne all'inizio del ventesimo secolo (NSc 1910, 263-268). Più recentemente, agli inizi degli anni Ottanta, sono stati condotti lavori di pulizia e di conservazione sull'architettura esistente. Nessuno scavo stratigrafico o studio attento sulla disposizione architettonica e spaziale del sito è ancora stato fatto.
Il nostro progetto è di esplorare la sequenza degli sviluppi urbani in questa parte raccontare della città così una storia che ancora non è encore stata narrata. I risultati e gli esiti potenziali contribuirebbero significativamente ad alcuni dei progetti archeologici che sono già in atto nelle insulae vicine (J.-P. Brun a I.5; J.-A. Dickmann e F. Pirson a VIII.4; e P. Carafa al foro triangolare), e anche ad altri progetti disseminati nella cittá (per esempio, ma non esclusivamente, F. Coarelli e F. Pesando per le aree VI e VII; R. Jones per la VI.1; A. Wallace-Hadrill e M. Fulford a I.9; J. Dobbins per il foro civile; N. de Haan e K. Wallat per le terme centrali; e J.-P. Descoeudres per la Porta Marina).
Si precisa, inoltre, che nel corso delle ricerche i Sottoscritti si impegnano a dare tempestiva comunicazione di ogni eventuale rinvenimento alla Soprintendenza Archeologica di Pompei.
Programma di ricerca: Il nostro programma di ricerca si propone di:
- scoprire la sequenza inerente allo sviluppo delle infrastrutture e dell'architettura esistente di VIII.7.1-15.
- investigare perché questo angolo di VIII.7 ha mantenuto in maniera così spiccata il suo relativo carattere domestico e commerciale anche dopo la riorganizzazione intensa dell'adiacente distretto teatro. (cf. Zaccaria Ruggiu, 1995; Richardson, 1988, 67-87)
- studiare lo sviluppo di questa parte della città rispetto alle altre sue zone. (Cfr. von Gerkan, 1940; D'Ambrosio e De Caro, 1989; De Caro, 1992; Dobbins, 1994; Sommella, 1994, 179-180; Zaccaria Ruggiu, 1995; Geertman, 1998; Carandini, Carafa, e D'Alessio, 2001; Dickmann e Pirson, 2001;2002
- verificare l'eventuale esistenza di fondamenta arcaiche simili a quelle rinvenute in aree vicine. (Fulford e Wallace-Hadrill, 1999; Dickmann e Pirson 2002)
- documentare il tipo di relazione spaziale, temporale e sociale che quest'area intrattiene con l'adiecente Porta Stabia e il muro di fortificazione. (Maiuri, 1930;1943; Krischen, 1941, 6-18; De Caro, 1985; Chiaramonte Treré, 1986, 13-50)
- condurre un'indagine geofisica del cortile del quadriportico dei teatri per verificare se vi sono fondamenta di edifici in VIII.7.1-15 che siano state distrutte dalla successiva costruzione del quadriportico. È ipotizzabilie che ogni resto di questo tipo contribuirebbe alla datazione degli edifici in VIII.7.1-15. Si prega di notare che nessuno scavo archeologico è progettato nel quadriportico dei teatri. (Cfr. Richardson, 1988, 67-87)
- investigare perché il carattere commerciale di VIII.7.1-15 ha differito da quello del lato opposto di via Stabiana, a I.1, I.2 ed I.3. (Ellis, 2004a; 2004b)
- scoprire come questi edifici e l'organizzazione urbana typica della città sia in relazione con gli edifici e l'urbanistica delle altre porte della città, in particolare la Porta Ercolano, la Porta Vesuvio, la Porta Capua e la Porta Nola. (De Caro, 1979; Bon e Jones, 1997; Sakai e Iorio, 1999)
- investigare usando ArcGIS® la posizione dei vari artefatti e i quali ci informano circa la funzione dello spazio e la disposizione delle attività. (Cahill, 2002; Allison, 2004; Allison, Fairbairn, Ellis, e Blackall 2004)
Metodologia: Il progetto adotta una strategia di prelievi ad hoc basata su scavi limitati in località precise all'interno di VIII.7.1-15, mira al completo recupero ed analisi degli artefatti e del materiale biologica, un comprensivo esame strutturale ed un'analisi della architettura esistente, e infine ad un esame geofisico dove possibile. Il progetto comprende anche una dettagliata documentazione fotografica.
Più in dettaglio:
Lavori di scavo: lo scavo stratigrafico dei i depositi nel sottosuolo storia di VIII.7.1-15. Documenterà la poiché i lavori di scavo sono possibili solo in quelle aree dove pavimento antico sia stato corroso consumato o dove sia stato rimosso, una serie di saggi di prova effettuati nel corso della prima stagione fornirà un pieno esame dei tipi di pavimento per ogni stanza in tutti VIII.7.1-15. In questo modo, i suddetti saggi di prova offrono un'indicazione delle aree passibili di futuro scavo.
In qualità di Direttori del progetto, i Sottoscritti hanno, insieme, quasi 20 anni di esperienza di lavori di scavo a Pompei. I nostri tre Assisenti a loro volta conoscono molto bene la città, dove hanno lavorato nel corso degli ultimi 12 anni.
Tutti i saggi aperti saranno regolarmente chiusi alla fine di ogni stagione.
Ricupero ed analisi degli artefatti: effettueremo il completo recupero sia degli artefatti che dei materiali biologici. Setacci da 5mm verranno usati per setacciare il materiale prodotto dallo scavo. Depositi selezionati i subiranno il galleggiamento ambientale per il recupero del materiale biologico. Il Direttore del nostro Laboratorio, Dott. Myles McCallum (l'Università di Connecticut), sarà il responsabile della registrazione e dell'analisi complete dei materiali recuperati dal progetto. La catalogazione e la conservazione dei risultati dello scavo saranno organizzate di conserva con la Soprintendenza Archeologica di Pompei.
Esame architettonico: Intendiamo integrare la stratigrafia archeologica con lo studio, interpretazione, e registrazione di tutti le strutture architettoniche esistenti in VIII.7.1-15. Si documenteranno con disegni e fotografie tutti i muri esistenti. I campioni di calce aiuteranno nella datazione delle diverse fasi. Tutte queste operazioni sono in grado di produrre una sequenza precisa delle strutture esistenti e in particolare della misura in cui queste ultime sono in relazione con lo scavo del sottosuolo.
Il progetto fornirà alla Soprintendenza Archeologica di Pompei la prima accurata e completa pianta del sito in questione usando AutoCAD. Fino ad oggi nessuna pianta di un tal genere è disponibile per quest'area di Pompei. Per questa ragione, esiste confusione addirittura circa il numero di porte che danno su via Stabiana. Il nostro progetto risolverebbe questa ambiguità.
Esame geo-fisico: un esame geo-fisico non-distruttivo formirà una pianta di tutto VIII.7.1-15 e dell'area adiacente. Si spera che un esame geo-fisico del vicino quadriportico dei teatri indicherà la presenza o l'assenza di elementi che potrebbero essere in relazione con le antiche fondamenta di VIII.7.1-15. Lo scopo di questa procedurà è soltanto comparativo. Il nostro progetto non desidera domandare alcun permesso di scavo nel cortile del quadriportico dei teatri.
Tempi e modi: Proponiamo sei stagioni di investigazione. Ogni stagione durerà cinque settimane nel corso dei mesi di luglio ed agosto. La nostra prima stagione cadrà nell'estate 2005.
Nel corso della prima stagione, saggi saranno aperti in tre posizioni: stanze a e b di VIII.7.15; stanze a e b di VIII.7.9/10; e stanza 1 e parte del marciapiedi davanti a VIII.7.3 (c.f.r. pianta n.3 allegata). Piccoli saggi di prova determineranno la condizione e i tipi di pavimento esistenti nelle rimanenti aree di VIII.7.1-15 e determineranno dove faremo i punti delle eventuali future investigazioni. Progettiamo anche di iniziare a fare una mappa completa dell'insula in AutoCAD nel corso della prima stagione.
Tutti i lavori gli esami architettonici e i materiali rinvenuti saranno registrati sul luogo, in forma cartacea e digitale. Una relazione ufficiale sarà sottomessa alla Soprintendenza Archeologica di Pompei alla fine di ogni stagione. La nostra documentazione seguirà le norme stabilite dall'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Una relazione archeologica preliminare sarà preparata alla fine di ogni stagione, e sottomessa per considerazione alla Rivista di Studi Pompeiani. Una relazione archeologica completa sarà stesa e sottomessa per la pubblicazione alla fine della campagna di sei stagione. La sovvenzione del progetto coprirà anche i costi di pubblicazione dei suoi risultati.
|